MAGA un museo diverso

14 febbraio 2017

Fa parte del mio ultimo esame di questa sessione invernale, il progetto che ho sviluppato intorno al Museo di Gallarate, MAGA – Museo Arte Contemporanea.

È un Museo dalla storia abbastanza lunga, istituito nel 1966 con il nome di Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate, coincide con quella della sua collezione che è nata e si è ampliata in seguito alle acquisizioni del Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate a partire dalla sua prima edizione nel 1950. Il Premio, infatti, viene fondato in funzione della creazione di un museo e di un patrimonio in costante aggiornamento che sia di proprietà della città. Nel dicembre del 2009, il Comune di Gallarate costituisce la Fondazione “Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella” e nel marzo del 2010, il Museo acquisisce il nome MAGA – Museo d’Arte Gallarate e inaugura la nuova e più prestigiosa sede museale in via De Magri che per i suoi ampi spazi favorisce una proposta culturale varia.

Come sono arrivato ad un progetto su questo museo? Come ho già detto poco fa è uno spazio poliedrico, aperto a studenti delle scuole superiori e universitarie, offre anche uno spazio studio e un bar dove passare i pomeriggi studiando in un ambiente completamente diverso dal ligio silenzio di una biblioteca.
Ma a parte questo, quello che colpisce a primo impatto è la struttura dell’edificio, è costituito da due corpi edilizi attigui e comunicanti: il primo è un fabbricato industriale degli anni Trenta del Novecento appositamente ristrutturato e il secondo è un edificio progettato e costruito ex novo, caratterizzato da una sorta di quinta scenica in laterizio che, per la sua forma curvilinea abbraccia la piazza circolare antistante, diventando un elemento di calda accoglienza per i visitatori.

Ma quello che più mi affascina di quel posto è che uno studente ed un artista si possono incontrare, avendo uno scambio di opinioni, senza per forza sapere la posizione sociale l’uno dell’altro.
Uno spazio diverso, con una sua sovrastruttura interna che fino ad ora ha funzionato e funziona molto bene a mio avviso.

Non posso far altro che farvi vedere qualche foto ma, prima, vorrei fare un doveroso ringraziamento a MAGA – Museo Arte Contemporanea e al mio professore dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Cosmo Laera che ha avuto tantissima pazienza in tutte le revisione prima di arrivare al progetto definitivo.

Al prossimo Articolo, con una nuova avventura.

Marco

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